Multe in Piazza Madama Cristina

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Stasera abbiamo multato decine di automobilisti con delle finte contravvenzioni per richiamare l’attenzione sulla sosta abusiva.
Lo spazio pubblico è dei cittadini e per i cittadini… non per le loro auto!

Sempre in bici, Ecopolis

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Presidio martedi 11 maggio dalle 15.30 – Piazza Castello – fronte Prefettura per osservare la discussione della delibera

Comunicato stampa

Il Comitato Acqua Pubblica Torino chiede alla Provincia di Torino di approvare la delibera di iniziativa popolare firmata da 9.564 cittadini sulla proprietà e gestione pubblica del Servizio Idrico.

Questo avviene mentre la campagna referendaria promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua raccoglie 250.000 firme in sole due settimane, e impone all’agenda politica nazionale il tema della ripubblicizzazione dell’acqua. Si moltiplicano le prese di posizione favorevoli al referendum anche nei partiti che non hanno aderito ufficialmente e l’entusiasmo e la partecipazione dei cittadini dimostrano quanto sia giunto il tempo di colmare il divario tra istanze di partecipazione democratica e palazzi del potere.

A livello locale questo può essere fatto approvando, senza tentennamenti, la delibera popolare per l’acqua pubblica, che introduce nello Statuto Provinciale i seguenti principi:

  • il servizio idrico integrato è dichiarato privo di rilevanza economica
  • la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica e inalienabile
  • la gestione della rete e quella del servizio sono attuate esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici
  • è riconosciuto e tutelato il diritto universale all’acqua potabile; perciò a ogni cittadino è assicurato gratuitamente un quantitativo minimo vitale d´acqua al giorno.

Per osservare i lavori del Consiglio e informare i cittadini il Comitato invita ad assistere ai lavori della Commissione Ambiente di Lunedi 10 maggio alle 11 in via Maria Vittoria 12, con l’audizione del Comitato, indice un presidio Martedi 11 maggio 2010 dalle ore 15:30 in piazza Castello presso il Consiglio Provinciale (fronte Prefettura) e invita la cittadinanza alla massima partecipazione.

Nell’occasione, non mancherà un banchetto per la raccolta delle firme per il Referendum per l’Acqua Pubblica.

Per approfondimenti: www.acquapubblicatorino.org

Il Comitato Acqua Pubblica Torino
Riferimenti: i…@acquapubblicatorino.org
Francesco Nannetti 3494558923
Andrea Sacco 3485105164
Andrea Sunseri 3476979498

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5 x mille

Devolvi il 5×1000 a Legambiente Ecopolis

Il codice fiscale è 97567070012

Legambiente Ecopolis Torino è un’Associazione di Volontariato, iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato con decreto 1932/1997 dal 19 maggio 1997 e pertanto puoi indicarla come destinataria del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi.

Perché destinare il tuo 5 per mille Legambiente Ecopolis Torino?

Legambiente Ecopolis è un’associazione di volontariato, ciò significa che per agire sul territorio si basa su energie volontarie non retribuite. Noi volontari investiamo tempo, energie e sogni per contribuire a rendere Torino una città più sostenibile, una città migliore. Lo facciamo perché ai nostri sogni ci crediamo e vogliamo vederli realizzati.

Quando un sogno si materializza ha bisogno di sostegno, anche economico, anche per le operazioni più semplici (il telefono, la sede, questo sito). Il 5 per mille contribuisce a sostenere la base delle nostre attività. Donare il 5 per mille non costa nulla.

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BimbiBus

Riportiamo questa campagna e invitiamo tutti a firmare la petizione!

PER UNA MIGLIORE POLITICA AMBIENTALE, EDUCATIVA E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE

Noi chiediamo con convinzione che a Torino:

  • i bambini accompagnati da un adulto siano esentati dal pagamento dei mezzi pubblici fino al compimento dell’undicesimo anno di età, che coincide per molti bambini con la fine della scuola elementare. A tale età i bambini hanno la capacità di spostarsi autonomamente in città: a piedi, in bici e sui mezzi pubblici;

  • i bambini possano essere trasportati sul passeggino gratuitamente e che il parco dei mezzi pubblici venga rinnovato, ove necessario, in modo da consentire ai passeggini di salire agevolmente;

  • la modifica tariffaria proposta diventi l’occasione di una rinnovata politica ambientale, educativa e della mobilità sostenibile, attraverso una campagna di informazione sull’esenzione e sulle sue valenze civiche che diffonda la notizia in città, nelle scuole, sui mezzi pubblici, alle fermate degli autobus vicini alle scuole dell’infanzia e primarie.

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Comunicato di solidarietà con il movimento No TAV

Mercoledì 17 febbraio 2010. Alle 2 di notte viene portata una nuova trivella nei pressi di Susa-Coldimosso, sotto il cavalcavia della SS24 che supera l’autostrada A32 (provenendo da Bussoleno: 1,5 Km prima del presidio all’autoporto). Il sondaggio è S72, programmato per 30 m. di profondità e una settimana e mezza di durata. Alcune decine di NO-TAV assistono all’insediamento notturno.

La sera, alle 18, l’assemblea del presidio-autoporto decide la solita visita di gruppo alla trivella in azione. Un corteo di 300 persone si dirige al cantiere dove è installata la trivella. Sul sito, ad attendere il corteo, centinaia di uomini in assetto anti-sommossa.

E qui partono le prime palle: quelle di neve. Quelle a cui giocano i bambini di tutto il mondo. Palle lanciate a uomini coperti da caschi, scudi, giubbotti imbottiti… possibilità anche solo di fare un graffio: zero. Fastidio sì, ma questo è il minimo che si possano aspettare. La loro risposta alle palle di neve è una carica violenta. A terra rimane un ferito gravissimo, Simone, che sta lottando all’ospedale e a cui va tutto il nostro incoraggiamento; e due gravi, tra cui una signora non più giovane a cui hanno rotto setto nasale, braccia e ferito la testa . Oltre a decine di persone con lividi ed ematomi vari.

Il bastone rafforza la carota? Tutto quello che non si ottiene convincendo i sindaci si procura intimidendo la popolazione?

Sosteniamo questa lotta perché riteniamo che:

  1. tutti i soldi che si mettono in queste grandi opere utili solo a chi le vuole costruire sono sottratti al servizio ferroviario di tutti i giorni, ai disgraziati pendolari che vedono il degrado crescente;
  2. l’operazione finanziaria della TAV aggrava il debito pubblico ottenendo una ancora maggiore dipendenza dalle banche e dal sistema finanziario con grave danno per la democrazia e la sovranità;
  3. bisogna smetterla con il massacro del territorio e delle risorse prodotto dalla colpevole assenza di politica economica.

Chiediamo che sia aperta un’inchiesta sulle violenze poliziesche di questa notte. Esprimiamo la nostra enorme preoccupazione alla notizia che momenti importanti e delicati della gestione dell’ordine pubblico in val Susa siano stati affidati a coloro che già ricoprivano ruoli altrettanto delicati a Genova nel luglio 2001: ci auguriamo che non sia quella la strategia che il governo vuole attivare in val Susa.

Sabato 20 sarà in val Susa una delegazione europea, guidata da Joe Higgins, europarlamentare del GUE, il gruppo della Sinistra Europea  che la settimana prossima potrà riferire a Bruxelles qual è la vera situazione in valle e sbugiardare quanto affermato dal governo: non è vero che in val Susa la grande maggioranza è a favore della TAV.

Legambiente Ecopolis Torino

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Trofeo Tartaruga – 25 febbraio

Logo campagna Mal'ariaÈ la corsa più pazza del mondo. Come ogni anno torna l’appuntamento con il Trofeo Tartaruga: un’auto, una bicicletta, un triciclo, un autobus e un motorino si sfideranno sullo stesso percorso. L’obiettivo è arrivare per primi al traguardo per poi stilare una classifica sui mezzi più veloci e a minor costo. Inutile dire che l’automobile è quasi sempre la tartaruga delle città! Scopo del gioco è evidenziare e sensibilizzare ai problemi legati alla mobilità insostenibile.

La partenza è fissata per le 8.30 in zona ospedali – piazza Carducci -  e l’arrivo è previsto in via XX Settembre 67, presso la bottega del commercio equosolidale di Mondo Nuovo, dove alle 10 si terrà la conferenza stampa e la consegna del premio al vincitore del trofeo. Scarica la locandina dell’evento.

Alberto RIVA

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Sette idee per sette giorni

Settimana amica del clima

In occasione della Settimana amica del clima l’Associazione Legambiente Volontariato Ecopolis Torino invita a mettere in pratica una serie di propositi, uno per ciascun giorno della settimana, per essere amici del clima:

  1. mobilità – lascia l’auto a casa
  2. rifiuti – porta la sporta
  3. acqua – bevi l’acqua del rubinetto (compra filtro)
  4. energia – controlla le lampadine… e calcola la tua impronta ecologica
  5. consumi – domandati sempre da dove arrivano i prodotti che stai acquistando
  6. verde – fatti l’orto sul balcone!
  7. spegni la tv, decidi di fare la tua parte – ci sono comitati e associazioni impegnati per la difesa della salute, del paesaggio, dei beni comuni (acqua, aria, verde pubblico, legalità)

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    Buon Natale signor Sindaco

    Anno faticoso per la nostra Città. Ormai si raschia il barile. Cinque miliardi di Euro di buco di bilancio fanno rima con bancarotta, una condizione esemplare per la città del presidente dell’ANCI. Torino, la città più assistita del nord: poverini noi…

    • malcontati due miliardi di euro dal governo per le Olimpiadi – siti e opere connesse – a cui aggiungere gli sponsor non sono bastati e invece hanno dato una bella botta: dove è il bilancio post-olimpico?
    • quale presente e quale futuro hanno costruito i soldi europei sui fondi per la riconversione delle aree industriali dismesse?
    • a quale conversione tecnologica hanno portato gli incentivi per la rottamazione alla FIAT?
    • stiamo andando a piangere in giro perché abbiamo l’onere di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia che si tradurranno in un parco finto in Spina 3 (circa 50 milioni di Euro da Roma) e un’orgia di circenses… saremo sotto elezioni un’altra volta…

    Grazie signor Sindaco. Complimenti per la vision rispetto allo sviluppo economico di questa Città, per la dieta del cemento che è noto non produrre sviluppo, per aver messo la Città nelle mani delle banche ed aver messo la macchina comunale al servizio dei rentiers. La cifra di questa strategia è il Palazzo del Lavoro in procinto di diventare Palazzo del Commercio: «L’Italia è una Repubblica fondata sui centri commerciali’». Complimenti per la discrezione con la quale ha fatto sparire il patrimonio immobiliare della città (e dei cittadini) per tappare gli orli della voragine finanziaria. Complimenti per il progettato massacro del paesaggio a colpi di grattacieli il cui valore non è commensurabile con le briciole in termini di oneri di urbanizzazione.

    Una modesta proposta per questa fine d’anno: chiudiamo le Circoscrizioni, le Commissioni Consiliari e il Consiglio Comunale ridotti da anni ad un ruolo di penosa ratifica e diamo avvio ad una riforma che preveda ufficialmente un governo della Città fatto dai suoi veri protagonisti, con coerente liberismo.Tutti a casa, dunque, in attesa di eleggere Enrico Salza Sindaco!

    Legambiente Ecopolis Torino

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    Una modesta proposta

    In occasione del prossimo Consiglio Comunale e della votazione del PEC Intesa San Paolo, il 9 dicembre 2009,

    invece di ribadire ancora una volta le ragioni ambientali e paesaggistiche che ostano alla costruzione del cenotafio di Salza;

    invece di sottolineare la concomitante grave crisi finanziaria del Comune pari a 3,5-5 miliardi di Euro – insinuando la pesante responsabilità della vicenda olimpica e la megalomania di alcuni assessori – che tiene legati in un unico mazzo PD e PDL e i loro rispettivi satelliti;

    invece di evidenziare l’incommensurabilità fra il debito e le cifre racimolate nel capitolo ‘diritti edificatori delle aree e delle proprietà pubbliche’ e ‘oneri di urbanizzazione’;

    prendiamo atto che la Città è stata consegnata alle banche e, con grande orgoglio, proponiamo di consegnare ufficialmente le chiavi della Città a chi di fatto la governa per interposta persona e di smobilitare il costoso e tragico teatrino fatto di commissioni e consigli che da anni ormai hanno un ruolo di ratifica.

    Viva il concittadino Salza, gridiamo a gran voce Enrico Salza sindaco!

    Legambiente Ecopolis Torino

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    Consumo responsabile

    Essere un consumatore responsabile vuol dire fondamentalmente una cosa: farsi delle domande. Al mercato, al supermercato, in qualsiasi tipo di negozio, e anche chiedendo un servizio. Domande.

    Il consumismo ti consuma

    Preso dal Blog "Frammenti" di Maurizio Crispi

    Queste domande sono in tanti casi scomode, perché ci fanno vedere come attività che pensavamo innocue hanno un importante effetto sull’ambiente e sulla vita delle persone.

    - Da dove arriva questo prodotto?

    Sapere l’origine di un prodotto ci fornisce informazioni su due aspetti fondamentali: quanta strada ha fatto per arrivare al negozio e le condizioni medie di vita delle persone nel paese in cui è stato prodotto. Per la protezione dell’ambiente, meglio i prodotti che arrivano da vicino, meno viaggio vuol dire meno inquinamento. La vicinanza ci permette anche di conoscere il produttore, andare a visitarlo e conoscere i suoi metodi produttivi. Per i prodotti che comunque non si producono nelle vicinanze (caffé, cacao, banane) è meglio sceglierle da un produttore certificato di commercio Equo e Solidale. In questo modo, siamo sicuri che i lavoratori hanno  condizioni di lavoro adeguate  e ricevono degli stipendi giusti.

    - Chi lo produce?

    Ci sono compagnie che si preoccupano per l’ambiente, una minoranza. Poi ci sono quelle esperte in Green Washing.  E poi quelle  che non rispettano neanche la legislazione fondamentale. Come distinguerle? ci sono tanti elenchi fatti da diverse organizzazioni ambientaliste o giornali (sempre da capire chi li finanzia e i criteria), ci sono le organizzazioni che ci informano dell’importanza del lobbying a livello europeo, ci sono le compagnie certificate, i produttori biologici… È sempre più facile fidarsi di chi produce vicino a noi e ci permettere di conoscere il suo sistema produttivo, chi produce con ingredienti naturali e senza componenti chimici artificiali. Leggere le etichette e le notizie (soprattutto provenienti da canali indipendenti) ci aiuterà a farci un’idea delle compagnie e le sue attività.

    - Aiuta a ridurre o riutilizzare i rifiuti?

    Chiediamoci se quello che compriamo ci serve soltanto a creare più rifiuti. È importante guardare sempre gli imballaggi, che sovente sono  eccessivi per il prodotto che acquistiamo. Poi, di cosa sono fatti questi imballaggi? Meglio carta o cartone riciclati, vetro o materiali che ci permettano di riutilizzare. Come? comprando dei prodotti alla spina! Dal latte ai detersivi, possiamo sempre riutilizzare i flaconi, risparmiando soldi! C’è una mappa per trovare il distributore di latte più vicino. Sul distributore poi, trovate informazioni sul produttore. Per i detersivi sfusi a Torino, non abbiamo trovato una mappa aggiornata, che includa anche il Negozio Leggero o il punto di vendita di via Galliari. Usando questi strumenti siamo capaci di ridurre il nostro impatto sull’ambiente e risparmiare soldi, pagando l’imballaggio una volta sola.

    - E l’energia?

    Il basso consumo di una macchina (anche se noi preferiamo la bicicletta, molto più efficiente in città) deve essere un criterio fondamentale di acquisto, come anche il tipo di combustibile che usa. Il futuro: le macchine elettriche, alimentate da energie rinnovabili e le città attraversate di fantastiche piste ciclabili. Anche per gli elettrodomestici dobbiamo guardare la classe energetica, oltre ad aiutare il pianeta, faremo un investimento. Nelle riforme che possiamo fare a casa nostra, dobbiamo guardare attentamente le agevolazioni fiscali relative agli interventi che favoriscono il risparmio energetico e rivolgerci ad aziende che ci offrano le migliore tecniche disponibili.

    La grande domanda:

    - Veramente ho bisogno di questo prodotto?

    Gli acquisti tante volte non sono necessari. Compriamo per il piacere di comprare. Il nostro ozio passa dal centro commerciale e dallo shopping. E questo ci indica la classe di società che siamo diventati, in cui il tempo libero non si dedica alla condivisione, alle attività culturali, ma a riempire le nostre case di prodotti che useremo poco e poi diventeranno ciapa puer senza significato. L’acquisto è diventato il nostro modo di comunicare agli altri chi siamo e come siamo. Quelle scarpe, quella macchina, quel PC, dicono agli altri quanto siamo interessanti, quanto siamo in. La prima domanda, la domanda fondamentale di chi non vuole diventare unicamente un consumatore è capire se veramente deve comprare, quali sono i motivi, come si è creato quel bisogno. Le aziende sono esperte in farci pensare che abbiamo bisogno di cose senza le quali abbiamo vissuto benissimo fino ad adesso, e spendono quantità assurde di soldi per creare questi bisogni artificiali.

    La crisi economica ci ha reso consapevoli allora di guardare i prezzi e la popolazione in generale è diventata più critica davanti agli scaffali del supermercato.Manca solo che questo diventi un stile di vita e non una situazione temporanea di astinenza consumista.

    Tania Llera e Alberto Riva

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